La mostra

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12 – 24 febbraio 2017
Circuiti Dinamici Milano

Cristina Askandr . Eleonora Campagnoni . Sofia Carnevale . Sara Capozio . Alice Cavicchio . Virginia De Carli . Safwa Moheb El Haddad . Marwa El Sawalhi . Beatrice Innaro . Giulia Loconte . Daniele Magherini . Eva Malaj . Bianca Mannino . Sara Marini . Giulia Nero . Viola Nobile . Beatrice Raffaele . Tiziano Rigillo . Paola Romieri . Matteo N. Santoruvo . Luca Sisto .  Sara Tuscano . Davide Vailati

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Curatela
Anna Epis . Giovanni Stimolo

Allestimento
Lorenzo Argentino

Circuiti Dinamici
Via Giovanola 21/c Milano
VERNICE domenica 12 febbraio h 18
APERTURA giovedì, venerdì e sabato h 17-19 fino al 21.02.2017
MM2 Abbiategrasso

CATALOGO IN MOSTRA

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Questo progetto è stato realizzato dagli studenti del Liceo Marconi, coinvolti nelle attività di Alternanza scuola-lavoro che si prefigge l’obiettivo di integrare saperi didattici con saperi operativi sviluppando competenze sociali, comportamentali e di cittadinanza attiva.

Gli studenti hanno così avuto l’opportunità di promuovere il senso di responsabilità nei confronti del lavoro da svolgere e degli impegni presi, di imparare a verificare il grado di autonomia nel gestire le attività, di mettere in gioco conoscenze, competenze e capacità acquisite durante il percorso scolastico in un contesto diverso che offre l’occasione di sperimentare la complessità dei modelli culturali, sociali e organizzativi della realtà territoriale in cui opera il liceo.

Moira Tagliafico

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Il Laboratorio Fotografico indaga la Milano che è cambiata negli ultimi 15-20 anni e che prosegue il proprio cambiamento sotto i nostri occhi, offrendoci i diversi punti di vista dei giovani fotografi che con essa si sono confrontati e continuano a confrontarsi.

L’idea di fondo è quella di partire dall’architettura, per poi lasciarsi trasportare da una sensazione visiva, da indagare a fondo all’interno di un percorso che tocca diversi luoghi, seguendo la suggestione originaria. Può trattarsi dell’analisi dei volumi, del rapporto pieno-vuoto, di una ricerca delle trasparenze o di particolari cromìe, o ancora del rapporto tra spazi dell’abitare e persone che vivono questi spazi, che li attraversano, li utilizzano e con essi interagiscono.

Questa ricerca della sensazione visiva si muove attraverso diversi luoghi metropolitani, differenti per forme, stili di vita, rapporto tra ambiente costruito e ambiente naturale, tipologia di abitanti e visitatori, alla ricerca del filo rosso che ciascun fotografo ha scelto di seguire in contesti nuovi e situazioni diverse, accumunati dai mutamenti che hanno conosciuto o stanno affrontando tutt’ora. Ogni partecipante al laboratorio ha però dovuto affiancare all’istinto che lo portava a inseguire la propria sensazione anche una buona dose di razionalità: per molti degli studenti si è trattato della prima volta in cui si sono dovuti confrontare con le peculiarità e gli orizzonti di senso del linguaggio delle immagini fotografiche, per la prima volta sono stati chiamati a non premere il pulsante di scatto sulla semplice scorta del momento emotivo, ma a ragionare sulla composizione dell’inquadratura, su come ogni elemento compreso nella porzione di mondo che l’obiettivo inquadra dovesse avere un senso ben preciso e avere determinate caratteristiche. Il laboratorio non è e non vuole essere un’occasione per imparare come utilizzare a livello tecnico la macchina fotografica, ma è piuttosto incentrato sul linguaggio mediale di questo mezzo espressivo: non è il mezzo tecnico (che in molti casi è estremamente variegato) a fare la differenza, ma il significato che ognuno ha dovuto imparare ad attribuire ad ogni scatto e al percorso che si componeva mano  a mano che il lavoro proseguiva. Questa occasione di apprendimento attivo e situato ha offerto anche ai giovani fotografi l’occasione di osservare la propria città, Milano, con uno sguardo diverso, di riflettere sui vari cambiamenti che ne hanno mutato e ne continuano a mutare il volto e sull’evoluzione del paesaggio e dello scenario urbano. Il lavoro svolto vede una tappa importante nella realizzazione della mostra e di questo catalogo, ma è tutt’altro che terminato: gli incontri sul territorio proseguono e lasciano la propria traccia virtuale in progress attraverso un questo sito web, dove trovano spazio i nuovi scatti che vengono realizzati. Si tratta forse dell’elemento maggiormente interessante dell’intera operazione, che permette ai ragazzi di continuare il lavoro di osservazione e studio della realtà che li circonda e di conseguenza di interagire con chi, come tutti noi, questi spazi li abita e li vive, permettendo, come spesso avviene quando si hanno occasioni di apprendimento autentico, di confrontarsi col mondo reale, utilizzando linguaggi, modi di pensare e di agire propri del dominio che si è deciso di indagare. E’ sicuramente questo il valore più alto e d’interesse dell’intero Laboratorio, il vero momento di crescita e confronto col mondo esterno, che permette agli studenti di aprirsi al territorio in cui agiscono, comprendendolo più a fondo, in un percorso di sempre maggiore consapevolezza.

Anna Epis

VERNICE | FOTOALBUM

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Portfolio

Cristina Askandr
Eleonora Campagnoni
Sofia Carnevale
Sara Capozio
Alice Cavicchio
Virginia De Carli
Safwa Moheb El Haddad
Marwa El Sawalhi
Beatrice Innaro
Giulia Loconte
Daniele Magherini
Eva Malaj
Bianca Mannino
Sara Marini
Giulia Nero
Viola Nobile
Beatrice Raffaele
Tiziano Rigillo
Paola Romieri
Matteo N. Santoruvo
Luca Sisto
Sara Tuscano
Davide Vailati

 

I giovani fotografi si raccontano…

Viola Nobile
L’ordine delle cose e della Luce.

 Trovo che l’ordine sia presente in ogni cosa e che la Luce sia l’elemento che ne possiede di più, perchè è in grado di creare essa stessa l’ordine nelle cose, anche apparentemente disordinate. Nonostante io sia una persona abbastanza disordinata, sono affascinata dal concetto di ordine ed è per questo motivo che ho scelto di riportare in ogni mia fotografia un elemento che lo richiami. Perciò, nei miei scatti, ho prestato particolare attenzione alla linea d’orizzonte e al colore, che credo sia un elemento importantissimo per realizzare l’ordine, bisogna però sceglierne l’insieme giusto e fare in modo che ogni colore sia omogeneo, con poche sfumature. Sono molto soddisfatta delle foto scattate nel mese di ottobre, quando, con i miei compagni del Laboratorio, sono andata a fotografare il complesso architettonico City Life, che si presenta con un elevato e spiccato senso dell’ordine, perfetto per realizzare la mia idea: dall’estensione della piazza, all’altezza dei grattacieli, dalla trasparenza delle vetrate alla limpidezza dell’acqua della Fontana Delle Quattro Stagioni, accompagnate da una Luce stupenda, tipica delle fresche giornate di sole ottobrine.

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Cristina Askandr

 Il mio percorso all’interno del Laboratorio di Fotografia è iniziato riflettendo sul tema da scegliere, quello che mi ispirasse di più. Ho optato per il tema dei contrasti, poiché mi dava la possibilità di sbizzarrirmi da numerosi punti di vista. Avevo infatti notato con attenzione la contrapposizione che c’era tra i lussuosi e moderni edifici del quartiere di City Life e le strutture monumentali e ricercate, ma d’epoca antica, che si trovavano poco più in là, nel quartiere Isola. Non era solo una questione di contrasti tra colori o geometrie: quelle diversità raccontavano epoche e storie diverse. Abbiamo esplorato anche la piazza di Gae Aulenti, dove la luce mi ha permesso di accentuare le diversità tra il Bosco Verticale e gli edifici in prossimità. Un altro luogo in cui mi sono potuta sbizzarrire, questa volta dal punto di vista delle varie forme geometriche, è stato il complesso della Regione Lombardia. Ho scattato le mie foto con il cellulare, che mi ha permesso di cogliere immagini più semplici e dirette.

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El Haddad Safwa Moheb
Monumentalità

Il tema che ho scelto per i miei scatti è la monumentalità, cioè vedere la grandezza sia per quanto riguarda l’estensione sia l’altezza dei monumenti. Attraverso questo tema stavo cercando di far vedere alle persone che ciò che ci circonda non è banale, e che anche se siamo ormai abituati alle cose di una certa altezza di non smettere mai di guardarle, questo perché comunque ha un effetto diverso dal solito. Ho scattato queste foto anche perché io stessa non mi sono mai accorta di quanto fosse grande tutto ciò che abbiamo intorno finché l’ho analizzato con più interesse. Per scattare queste foto ho fatto in modo che siano molto ravvicinate e scattate dal basso verso l’alto in modo che si noti bene l’altezza degli edifici e quanto si alzano verso il cielo. I luoghi che abbiamo visitato sono stati: il quartiere del City Life e la piazza Gae Aulenti (quartiere Isola). Il luogo nel quale mi sono trovata più ispirata e ho trovato più cose da fotografare è stato nel quartiere Isola poiché lì ci sono più edifici verticali rispetto al City Life, ad esempio la torre di Unicredit e il bosco verticale e anche per quanto riguarda la scultura sonora di Garutti che scattata sia dal basso sia dall’alto dava un effetto  di profondità dell’oggetto molto speciale. Mentre il City Life era bello, ma nel quartiere non si notava molto la monumentalità degli edifici, anche perché di per sé non erano alti. Lo strumento che ho utilizzato per scattare è il mio cellulare.

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Beatrice Innaro

L’acqua è uno degli elementi più dinamici e misteriosi che ci circondano. Essa caratterizza gran parte dell’ambiente ed è presente in qualsiasi luogo ci troviamo. Il suo moto è affascinante e magnetico, certe volte lento e tranquillo, altre così vivace, agitato e pieno d’imprevisti che sembra poter travolgere tutto da un momento all’altro. L’acqua appartiene alla natura così come alla mano dell’uomo, ed in entrambi i casi è intrigante e crea talvolta effetti incantevoli. L’ispirazione perfetta mi è stata donata dal progetto del City Life, in cui sono presenti moltissimi soggetti artistici adatti ad immortalare questo elemento nei suoi movimenti più strani ed accattivanti. Il mio soggetto preferito è stato la fontana presente in quel luogo, con numerosi spruzzi e getti che creavano un delizioso contrasto con la vegetazione circostante e con l’acqua pressoché immobile dell’interno della fontana. Oltre ad essa, anche le fontane in piazza Gae Aulenti mi hanno permesso di cogliere l’acqua in attimi significativi e precisi, come quando stava per toccare terra o quando arrivava nel suo punto più alto. Tutto ciò è stato reso possibile, inoltre, dalla luce limpida che ci ha accompagnati in quei momenti, donando alle fotografie un aspetto quasi magico e surreale.

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Eleonora Campagnoni

Nelle mie foto ho cercato di cogliere il movimento ondulatorio e le curve che si andavano a creare in edifici apparentemente spigolosi e asimmetrici attraverso giochi di prospettive e particolari inquadrature. Ho scelto questo tema perché volevo esaltare un aspetto che non fosse visibile al primo sguardo.

Abbiamo visitato quattro luoghi, i quali sono piazza Gae Aulenti, City Life, la zona del palazzo Regione Lombardia e via Tortona. Tra questi quattro luoghi ho trovato maggiore ispirazione nel complesso di edifici di City Life e in piazza Gae Aulenti,poiché gli edifici sono caratterizzati da un’architettura geometrica e asimmetrica dalla quale ho cercato di ricavare scatti da cui emergessero movimenti ondulatori e curvilinei.

Ho tentato di evidenziare questi aspetti grazie a inquadrature dal basso verso l’alto o laterali, che con l’aiuto di differenti prospettive hanno reso possibile sviluppare il mio tema.

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Marwa El Sawalhi

Attraverso i miei scatti ho cercato di cogliere l’armonia che c’è tra la natura e ciò che ha costruito l’uomo. Ormai le città sono sempre più urbanizzate e gli spazi verdi diminuiscono sempre di più, lasciando spazio a nuovi edifici e complessi urbani. Negli incontri organizzati dal Laboratorio Fotografico abbiamo visitato luoghi, che a parer mio, rappresentano bene l’equilibrio che ci dovrebbe essere tra la natura e gli elementi artificiali. Il luogo dove ho trovato più ispirazione e dove ho deciso il tema delle mie foto è il complesso di edifici di City Life. Quest’ultimo mi ha colpito molto per la grande superficie dedicata al verde; ho trovato che ci fosse davvero una sorta di equilibrio tra tutti gli elementi presenti. L’altro luogo che abbiamo visitato con il Laboratorio e che ho trovato comunque coerente con il tema scelto è il quartiere Isola, in quanto ospita il bosco verticale, in cui il verde delle piante copriva quasi interamente gli edifici e creava un’ interessante bilanciamento tra la natura e l’architettura moderna.

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Davide Vailati

Ho deciso che l’elemento comune nelle mie fotografie doveva essere l’altezza. Ho scelto di sviluppare questo tema perché penso che in un futuro molto prossimo tutti gli edifici, sia abitativi, sia lavorativi, verranno costruiti con questa modalità. Infatti già adesso si costruisce “verticalmente”, soprattutto perché la popolazione mondiale sta aumentando a dismisura ogni giorno e c’è bisogno di contenere tutte le persone nel minor spazio possibile. Penso che gli edifici di questo genere saranno il futuro dell’edilizia terrestre.

Il luogo più adatto che ho trovato per soddisfare questo tema è stato Piazza Gae Aulenti, a Milano: considerata una delle piazze più belle del mondo, è circondata da molti edifici, come il Bosco Verticale (di 80 e 110 metri), il palazzo della regione Lombardia (di 161 metri), e due moduli abitativi. Al centro della piazza svetta la Unicredit Tower, che con i suoi 231 metri di altezza è il palazzo più alto d’Italia, quindi perfetto per il tema dell’altezza.

Nelle mie fotografie ho provato ad avvicinarmi il più possibile al palazzo cercando di dargli uno slancio maggiore verso l’alto, inquadrandolo dal basso, ma evitando di tagliare la parte più superiore o la parte più inferiore. Ho, inoltre, dovuto fare più fotografie allo stesso edificio da angolazioni diverse, per non avere i riflessi della luce sulle vetrate del palazzo. In tutte le mie fotografie ho utilizzato un filtro “seppia” perché mi piaceva moltissimo il contrasto tra il colore del filtro, che mi trasmetteva una sensazione di antico, di “vintage”, e l’oggetto della foto, cioè un edificio avanguardistico e futuristico.

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Sara Marini

Ho scelto il tema delle superfici diverse a contrasto perché trovo affascinante come le cose che ci circondano possano essere così diverse; come cambino a seconda dei colori, del materiale o anche semplicemente dalla luce con cui sono illuminati. In particolare amo mettere a contrasto il cielo, in quanto  infinito e senza un colore preciso, poiché cambia a seconda dell’ora, della stagione o del tempo atmosferico, con le superfici, definite e non mutevoli.Trovo affascinante come una cosa illimitata come il cielo possa essere fotografata e a seconda del modo mantenga la sua profondità o sembri piatta come il resto delle superfici.

Mi è piaciuta in particolare piazza Gae Aulenti per i suoi palazzi con i vetri a specchio con cui si può creare un effetto suggestivo con i riflessi, che sono anch’essi interessanti per la loro mutevolezza e il Bosco Verticale dove si può mettere a contrasto il verde della natura con ciò che lo circonda.

Nel fotografare seguo molto quello che sento, aspetto che ci sia l’ispirazione per una foto, perché così sono sicura che c’è del mio in essa; cammino per il posto senza pretendere di fare tante foto e quando trovo qualcosa che mi attira lo fotografo.

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Luca Sisto

Il tema che ho scelto per le mie fotografie riguarda la natura a contrasto con l’opera dell’uomo perché entrambe costituiscono un’armonia di colori che riescono ad equivalersi ed a mettersi in evidenza senza sovrastare l’altro. Ho voluto sviluppare questo tema perché, in un certo senso, mi ricorda molto la filosofia di Eraclito, filosofo che mi ha colpito molto, secondo la quale gli opposti si contrappongono ed insieme formano un’armonia che da stabilità.

Per selezionare i luoghi da fotografare, ho prediletto zone molto verdi che comprendessero anche la presenza della mano dell’uomo (come per esempio contrasto prato-asfalto). Il posto dove ho preferito lavorare è stato in Tre Torri, perché c’è la perfetta combinazione tra natura e zone molto verdi con palazzi e strutture grigie e moderne. A volte era davvero facile trovare il sito perfetto per la foto, ma altre volte era davvero difficile, perché non si aveva la perfetta contrapposizione tra i colori della natura e quelli urbani.

Per fotografare ho dovuto selezionare tra diverse variabili perché il soggetto della foto doveva essere perfettamente equilibrato con il suo opposto. Quando ero in giro se qualcosa catturava la mia attenzione io lo fotografavo. Per realizzare lo scatto ho avuto bisogno di provare la stessa foto in angolazioni diverse, in base alla illuminazione.

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Sofia Carnevale Baraglia

Vuoto, la sensazione che ho provato quando mi sono ispirata mentre scattavo le foto.

Una sensazione provocata dall’abbandono e dalla mancanza di qualcosa che ti prende e ti lascia inerme alle intemperie ,la quale lascia un retrogusto malinconico e una visione negativa sul mondo che ci circonda.

I luoghi dove abbiamo scattato mi hanno aiutato a esprimere il mio tema, la maestosità delle strutture della citylife e la modernità della piazza Gae Aulenti ,ma anche i particolari nascosti sono il centro delle mie fotografie.

La mia è una ricerca della visuale artistica che cerca di esprime e denotare tutto ciò che sento e provo, queste fotografie sono il risultato di tutto ciò.

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Sara Capozio

Nelle foto da me scattate ho sviluppato il tema della verticalità poiché è una delle caratteristiche che ho notato frequentemente negli edifici che ho visitato .

Ho scelto questo tema per mostrare come l’uomo nel corso degli anni ha perfezionato tecniche di costruzione realizzando edifici sempre più elevati e imponenti , stupendo e affascinando l’osservatore.

La zona con le caratteristiche più adatte al tema che sto sviluppando è City Life .

In questo luogo l’idea di verticalità è più evidenziata rispetto agli altri in quanto sono presenti numerosi edifici e due grattacieli proiettati verso l’alto .

Ho scelto di fotografarli dal basso cercando di racchiudere l’intera struttura all’interno della cornice della foto, in modo così da accentuare la loro altezza e  imponenza.

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Eva Malaj

Il tema che ho voluto diventasse evidente nelle foto da me realizzate è stato quello dei riflessi, in quanto gli edifici e i luoghi che sono andata a fotografare sfruttano i riflessi del sole, i quali accentuano la loro maestosità.

Ho scelto questo tema anche per mostrare quanto le proprietà del vetro si prestino a rendere un edificio degno di ammirazione e di fascino da parte dell’osservatore.

L’ispirazione l’ho avuta visitando City Life, perché è uno dei luoghi in cui ho trovato più elementi per poter sviluppare il mio tema finale.

Mi sono concentrata sulla luce riflessa dalle vetrate dei grattacieli, cercando di mettere in evidenza il rapporto tra questi edifici con la realtà circostante e la luce.

Il punto di vista che ho utilizzato è quello dal basso, per cogliere meglio i riflessi e il senso di monumentalità.

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